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LA FORZA RIFORMATRICE DELLA CITTADINANZA ATTIVA

LA FORZA RIFORMATRICE DELLA CITTADINANZA ATTIVA

08.07.13, Tiziana Crispino

Aniti in ascolto del Prof. Cotturri al seminario organizzato dal Dipartimento di Sociologia e Scienze Politiche dell'Università della Calabria.

Il Professore Cotturri, studioso di Diritto e Istituzioni Politiche, insegna all'Università di Bari. Ha organizzato e diretto fino al 1993 il "Centro di Studi per la Riforma dello Stato" ed è stato presidente di "Cittadinanzattiva". Hanno preso parte al seminario i Professori:Pietro Fantozzi,Antonio Costabile, Guerino D'Ignazio, Giorgio Marcello,Giovanni Serra,Maria Teresa D'Agostino.

Il Seminario tenutosi all'Unical, è stato incentrato prevalentemente sull'ultimo lavoro del Professore Cotturri, nel quale si affronta il tema della Cittadinanza Attiva alla luce delle trasformazioni politico-istituzionali susseguitesi negli ultimi cinquanta anni con particolare riguardo ai processi riformatori del sistema costituzionale, la cui Carta è tenuta viva prevalentemente grazie alle autonome forme partecipative dei cittadini.

Il declino dei partiti e la mancata riforma della politica fanno da contrappeso alla molecolare diffusione di forme partecipative poco organizzate e distribuite in modo diffuso sui territori, tra Associazioni, volontariato e singoli cittadini attivi, che rappresentano, ed è così da un quarto di secolo, la forza riformatrice della nostra democrazia.Tali esperienze costituiscono il fulcro del processo sostanziale di empowerment civico, competendo con partiti e mass media, gli attori civici hanno segnato in passato (basti guardare al processo introduttivo della nostra Costituzione) ed ancora oggi, le grandi trasformazioni dei nostri tempi, come quella dello straordinario esito referendario sui servizi pubblici locali, e continueranno a segnare l'evoluzione di molti altri processi anche a livello europeo, rappresentando l'unica opportunità per superare l'attuale crisi.

Il libro non parla solo di Terzo Settore, ma di politica, nella sua "accezione più larga e partecipata" (P. Fantozzi). Affronta il tema da un punto di vista giuridico e sociale, attraverso un'interpretazione storico-politica capace ergersi a "manifesto" della nuova stagione del volontariato e dell'associazionismo del Terzo Settore. Significativa è la definizione che dà di interesse generale come bene possibile che si mette in campo per costringere chi ne entra in contatto a difenderlo. In tale ottica il volontariato ed il Terzo Settore hanno costituito la forza trainante dell'intero sistema politico, che prende parte e agisce attraverso le politiche pubbliche. Come fanno i cittadini a fare politica, si interroga ancora l'autore, rintracciando la risposta nella possibilità di porre in essere iniziative autonome e riconosciute dall'autorità mediante valutazione ed accompagnamento. Tuttavia se tali iniziative vengono valutate negativamente dalle autorità governative sorgono conflitti.

Quest'ultimo lavoro del Prof. Cotturri vuole essere un invito alla riflessione a ripensare il caso italiano, su come la logica dell'emergenza introdotta dai "politici puri" schiacci tutto nel breve periodo, quando invece è necessario guardare oltre, al lungo periodo. Infatti, nel corso del seminario l'autore si interroga se la politica è velocità, decisione istantanea, sottolineando quanto essa oggi sia piuttosto ritardi, danni, nascondimento interessato rivolto alla conservazione di poteri esistenti. Attraverso la partecipazione (A. Costabile) vi è un arricchimento della democrazia ed un contrasto della deriva autoritativa, grazie al dispositivo costituzionale, profezia che si auto avvera con una cornice di sviluppo.

Inoltre, la stretta interdipendenza tra autonomia e sussidiarietà definisce l'ambito applicativo della cittadinanza poiché non vi può essere la seconda senza la prima. Infatti, nell' art. 5 Cost., decentramento e sussidiarietà non sono solamente funzionali all'unità ed all'indivisibilità della Repubblica, ma danno attuazione all'articolo 3, 2 co., Cost., è come se si trattasse di un'ulteriore chance dell'uguaglianza sostanziale (G. D'Ignazio).

Dal seminario emergono con chiarezza numerosi interessanti spunti di riflessione: innanzitutto che i soggetti sociali considerati "minori", volontari, associazioni, singoli cittadini attivi, non sono irrilevanti per la politica e la storia del paese; che sono molte le innovazioni istituzionali e giuridiche compiutesi da apprezzare; che è necessario contrastare l'autoreferenzialità messa in piedi dai partiti e spezzare la convinzione di poter disporre a piacere della Costituzione; ed infine, affermare la distruttività dei tentativi di riforme dall'alto.

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